Ce stia una certezza, in Umbria:
la morte, le tasse… e li lavori sulla Strada de la Somma.

Nun è ‘na strada, è ‘n esperimento sociale.
Un posto dove l’asfalto viene scavato, rifatto, riscavato e poi lasciato così, pe’ ricordo.

Lu cantiere infinito

Tu parti tranquillo pe jì a Spoleto o Terni:
— “So’ venti minuti, che ce vo’?”
Arrivi alla Somma e trovi:

  • semaforo provvisorio onnipresente
  • operai che nun vedi mai, ma sai che esistono,
  • cartello “Lavori in corso” che ormai è patrimonio UNESCO.

Lu traffico è fermo.
Nessuno se lamenta.
Tutti sanno che ce stia poco da fa’.

Lu rito dell’attesa

Alla Somma succedono cose:

  • fai amicizia co’ quello davanti,
  • ripensi a tutte le scelte sbajate della vita,
  • te chiedi se nun era meglio passà da Foligno, Perugia o direttamente da casa.

Lu semaforo diventa rosso.
Resta rosso.
Poi verde per tre secondi.
Passano due macchine.
Fine.

Generazioni cresciute a li cantieri

C’è gente che:

  • ha preso la patente co’ li lavori,
  • s’è sposata co’ li lavori,
  • c’ha fatto li figli… co’ li lavori sempre lì.

Ogni tanto spariscono.
Tutti felici.
Dopo due mesi tornano:
— “Stamo a rifà ‘n pezzo.”
Quale?
Nun se sa.
Ma lu pezzo è sempre quello.

Conclusione amara (ma mica troppo)

La Strada de la Somma nun collega Terni e Spoleto.
Mette alla prova l’anima.

Se parti preparato:

  • acqua,
  • snack,
  • pazienza,
  • e ‘n po’ de filosofia umbra,

arrivi sano e salvo. Forse.

E ricordate, bardasci:
li lavori finiscono…
ma alla Somma, nun oggi. 😏